Freud e la nascita del termine “psicoanalisi”

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Freud e la nascita del termine “psicoanalisi”

Come quasi tutti sanno, la psicoanalisi è una disciplina fondata da Sigmund Freud.
Nella concezione freudiana la psicoanalisi presenta tre aspetti fra loro strettamente collegati: essa si pone come un procedimento per l’indagine di processi psichici; come un metodo terapeutico (basato su tale indagine) per il trattamento dei disturbi nevrotici; come una serie articolata e complessa di conoscenze psicologiche acquisite per questa via che gradualmente si assommano e convengono in una disciplina scientifica.

Origini del termine
A quando risale l’invenzione e l’utilizzo del termine “psicoanalisi” da parte di Freud?

Il termine "psicoanalisi" figura per la prima volta nel 1896, nell’articolo (scritto in francese da Freud) “L'ereditarietà e l'etiologia delle nevrosi”, precisamente a pagina 297, come si può leggere nel breve estratto di seguito riportato:

«Quanto al secondo gruppo delle grandi nevrosi, isteria e nevrosi ossessiva, la soluzione della questione etiologica è di una semplicità e di una uniformità veramente sorprendenti. 
Devo i miei risultati all'impiego di un nuovo metodo di psicoanalisi, al procedimento esplorativo di Josef Breuer, metodo un po' sottile ma che si è dimostrato talmente fertile, da risultare insostituibile nell'illuminare le oscure vie dell'ideazione inconscia.»

Sempre nello stesso anno, il termine “psicoanalisi” comparirà per la prima volta anche in tedesco, nello scritto “Nuove osservazioni sulle neuropsicosi da difesa” (pagina 307):

«In un mio breve saggio del 1894 (Le neuropsicosi da difesa) ho raggruppato, sotto il nome di "neuropsicosi da difesa", l'isteria, le ossessioni, nonché alcuni casi di confusione allucinatoria acuta, in quanto queste affezioni hanno tutte un punto in comune: i loro sintomi provengono dal meccanismo psichico della difesa (inconscia), cioè dal tentativo di rimuovere una rappresentazione incompatibile entrata in penoso conflitto con l'Io del malato. Successivamente, in alcuni passi dell'opera, del dottor Breuer e mia, Studi sull'isteria, ho potuto spiegare, riportando alcune osservazioni cliniche, in quale senso tale processo psichico della "difesa" o della "rimozione" vada inteso. In quella stessa opera si ritrovano alcuni dati sul metodo della psicoanalisi (faticoso, ma assolutamente sicuro), di cui mi servo in queste mie indagini, le quali costituiscono, al tempo stesso, una terapia.»

Nel 1894, nel lavoro citato “Le neuropsicosi da difesa” Freud aveva utilizzato la definizione “analisi psichica” (pagina 122):

«In una terza forma di isteria, da noi individuata mediante l'analisi psichica di malati intelligenti, la scissione della coscienza riveste un ruolo insignificante, o forse nullo. Sono questi i casi in cui non si ha che il perdurare della reazione di fronte allo stimolo traumatico, reazione che però non può essere liquidata e guarita per "abreazione", si tratta insomma di casi di vera isteria da ritenzione.»

Va precisato che il termine "analizzare" era già comparso nel lavoro "Comunicazione preliminare: Sul meccanismo psichico dei fenomeni isterici" (poi diventato primo capitolo degli Studi sull’isteria, 1892-95) a pagina 179.
Sempre nell’articolo “Le neuropsicosi da difesa” Freud farà uso dei termini "analisi clinico-psicologica" (a pagina 128) e "analisi ipnotica" (pagina 132).

Nello scritto “Ossessioni e fobie” (1894) comparirà la definizione "analisi psicologica" (pagina 140).


Fonti
Opere Sigmund Freud, volumi I e II, Boringhieri

D.ssa Maria Rita Milesi - Psicologa e Psicoterapeuta Bergamo
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