Sigmund Freud e la morte della figlia Sophie

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Sigmund Freud e la morte della figlia Sophie

Sigmund Freud ebbe sei figli dalla moglie Martha Bernays: tre maschi e tre femmine. Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che Sophie, la quinta figlia della coppia, morì a causa dell’influenza spagnola nel gennaio del 1920, a soli 26 anni.
La spagnola, tra il 1918 e il 1920, uccise dalle decine al centinaio di milioni di persone nel mondo. In quegli anni infuriava anche la Prima Guerra Mondiale. 

In questo articolo ho voluto riportare gli estratti di due lettere (una scritta al pastore Oskar Pfister e l’altra allo psicoanalista Ludwig Binswanger) nelle quali Freud esprime il dolore per la morte dell’amata figlia.

Al pastore Pfister Freud scrive appena ricevuta la terribile notizia, rammaricandosi per non essere riuscito a trovare un mezzo di trasporto da Vienna (la guerra infuriava in tutta Europa) per poter giungere al capezzale di Sophie, ad Amburgo, nei suoi ultimi giorni di vita.

«Caro dottore,
[…] Quello stesso pomeriggio ricevemmo la notizia che la nostra cara Sophie da Amburgo ci è stata strappata via da un’influenza con pleurite, strappata via, mentre la sua salute fioriva ed era nel pieno della sua vita come madre valida e moglie affettuosa, in quattro o cinque giorni, come se non fosse mai esistita. Già da due giorni eravamo in pena per lei, ma speravamo; giudicare da lontano è sempre così difficile. E questa lontananza deve restare tale; non abbiamo potuto, come avremmo voluto, partire immediatamente dopo la prima allarmante notizia, non vi erano treni […]. La nuda brutalità dei tempi ci schiaccia. Domani sarà cremata, la nostra povera figlia prediletta […]. 
Sophie lascia due figli, uno di sei anni e l’altro di tredici mesi, e un marito inconsolabile, che ora dovrà pagare cara la felicità di questi sette anni. […]
Lavoro quanto posso e benedico questa distrazione. La perdita di un figlio sembra una grave mortificazione narcisistica; ciò che è cordoglio verrà certo più tardi.»

Sigmund Freud, Vienna, 27 gennaio 1920, lettera al Pastore Pfister

La seconda lettera risale a nove anni dopo. Freud confida a Binswanger come non fosse mai riuscito a superare il dolore per la perdita di Sophie.

«Caro dottore,
Proprio oggi la mia povera figlia avrebbe compiuto trentasei anni. […] È noto che il cordoglio acuto dopo una tale perdita passerà, ma si resta inconsolabili, non si troverà mai un compenso. Tutto ciò che può subentrare, anche se riempisse il posto rimasto vuoto, resta qualcosa di diverso. E, a dire il vero, è giusto che sia così. È l’unico modo per proseguire l’amore da cui non si vuol desistere.»

Sigmund Freud, Vienna, 12 aprile 1929, lettera a Ludwig Binswanger


Fonti
Freud. Psicoanalisi e Fede. Carteggio col Pastore Pfister 1909-1939, Boringhieri, 1970.
Freud. Lettere 1873-1939, Boringhieri, 1960
La fotografia ritrae Sigmund Freud con la figlia Sophie

D.ssa Maria Rita Milesi - Psicologa e Psicoterapeuta Bergamo
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